Armando Casamonica:La nobile arte della perseveranza

La palestra popolare Quadraro Boxe nasce nel quartiere della periferia di Roma Sud Quadraro. Si tratta di un quartiere pieno di contraddizioni, sia geografiche che umane. È il quartiere più esteso e più densamente popolato di Roma: una città nella città. Il gran numero di abitanti porta a un caleidoscopico avvicendarsi di essere umani che sparsi per il quartiere molte volte tendono a perdersi. Perdersi nelle strade senza mai più ritrovarsi, o in sé stessi, o nella miriade di palazzi popolari presenti nella zona. La Quadraro Boxe nasce proprio da questa idea del perdersi. Viene fondata nel 2009 dall’occupazione di un garage rimasto in stato di abbandono per più di quarantacinque anni. Da quel momento è divenuta un vero e proprio luogo nel luogo. Si prefissa per definizione l’idea di rigenerare, di riqualificare, non solo il posto in sé, ma l’intero quartiere. Nel caleidoscopico gioco di esseri umani la Quadraro Boxe diventa un simbolo e un punto di riferimento. Crea un’alternativa a chi, fino a quel momento, un’alternativa non l’ha mai avuta. Quindi il caleidoscopico gioco continua a intrecciarsi anche all’interno della palestra, attraverso i personaggi che la compongono. Tra questi il più emblematico nel riassumere le dicotomie del quartiere e della palestra è senza dubbio Armando Casamonica. Il cognome è pesante, risuona e crea una eco storica che si disperde a macchia di leopardo nella cronaca romana. Ma il cognome è un’eredità, qualcosa da cui non ci si può distaccare ma che si può sicuramente riqualificare. Un fardello che tante volte porta discriminazione, isolamento, ansia. Per Armando è una battaglia nella battaglia. Cercare di dimostrare che non si è solo un’etichetta e provare a far vedere ciò che si è davvero: un pugile professionista.
Quando si abbraccia questo tipo di professione la dedizione, la perseveranza vanno a fondersi con il proprio io. Per un pugile è importante conquistare ogni centimetro del ring, lottare fino all’ultimo secondo di un allenamento, restare concentrato e vigile fino all’ultimo momento della giornata. Una vita basata sul sacrificio, che molte volte non ripaga. Per Armando il peso di tutto ciò è superiore. Tutte le dicotomie, i contrasti, i pregiudizi, Armando li ha portati con sé in ogni attimo della sua vita, ma anche sul ring dove ha dimostrato di non essere solo un’etichetta, di non essere solo un cognome. Persevera fino all’ultimo tintinnìo del gong per dimostrarlo, fino all’ultimo minuto di un allenamento, fino all’ultima strada del Quadraro.

Largo Spartaco, luogo simbolo del Quadraro. Al centro di questa piazza vi è questo imponente edificio di case popolari da tutti soprannominato “Boomerang” per la sua forma iconica.
Alle sue spalle vi è l’ex parcheggio abbandanoto divenuto successivamente la Quadraro Boxe.

L’entrata dell’ex parcheggio è adesso contornata da murales, e attraverso questa discesa si entra in palestra. In foto Armando Casamonica entra all’interno della Quadraro Boxe.

Armando Casamonica assieme ai suoi familiari: suo padre e sua zia, durante un pomeriggio presso la sua abitazione.

Sessione di allenamento della Quadraro Boxe. Di spalle il maestro Silvano Setaro.

Armando Casamonica durante il riscaldamento.

All’ingresso della Quadraro Boxe spicca come un’effige questo foglio di giornale per testimoniare quello che è l’effettivo compito che la palestra si prefissa: riqualificare. Assieme ad esso sono presenti una serie di foto che testimoniano le varie vittorie di Armando Casamonica e degli altri pugili.

Armando Casamonica a Parco degli Acquedotti in un momento di solitudine.
Per lui molte volte questo posto, sempre presente all’interno del quartiere, diviene simbolo di tranquillità e serenità.

Armando Casamonica durante un allenamento sul ring con il suo maestro Silvano Setaro.

Armando Casamonica assieme alla sua ragazza.

Sullo sfondo Armando Casamonica durante un match.

In foto sono presenti la sorella e la madre di Armando Casamonica.
La famiglia si ritiene molto orgogliosa per l’operato del figlio, che viene supportato in tutti i modi possibili pur di proseguire su questa strada.

Armando Casamonica all’interno dello spogliatoio.

Il maestro Silvano Setaro applica i bendaggi ad Armando Casamonica.

Armando Casamonica durante un match.

Armando Casamonica ritratto assieme a sua nonna, per lui uno dei punti di riferimento più importanti all’interno della sua famiglia.

Armando Casamonica festeggia così la vittoria per uno dei suoi match.

Ritratto di Armando Casamonica sul letto, circondato da tutti i suoi trofei vinti durante la sua breve carriera.

Fabio Fasiello nasce da una famiglia di commercianti dell’Alto Salento nel 1995 e già nei primi anni della sua vita si appassiona al mondo della fotografia.
Si sposta a Roma per studiare Lingue e Letterature Moderne presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tor Vergata nella quale si laurea nel 2019.
Il background letterario sfocia nel mondo fotografico creando una miscela con il microcosmo romano e la cultura salentina che lo porteranno ad una indagine sempre maggiore nel mondo della fotografia.
Nel momento di pandemia dovuto al Covid-19 riesce a catalizzare le varie sfaccettature degli ambiti da lui percorsi che sfociano nella prima storia fotografica: Lock Down, dove si cerca di indagare l’intro- spezione dell’Io Sociale in un contesto totalmente nuovo ed inesplo- rato.
Da qui l’attenziona per il quotidiano e per l’essere umano continuano a interessarlo in un’indagine sempre più approfondita. Durante il periodo di maggio partecipa al concorso Canon Giovani con gli scatti di una short story: Reliquie, dove vengono toccate le differenze tra il mondo pre e post Lock Down.