Uno sguardo nel kitsch di Martin Parr

Martin Parr è un fotografo britannico classe 1952. I primi approcci fotografici constano di opere in bianco e nero. Ma è dai lavori dei primi anni 80 che comincia a sviluppare la propria poetica innestata su una esaltazione delle contraddizioni dei soggetti fotografici sulla base di una oculata scelta di tali soggetti e di colori vividi iper-saturati. E’ proprio questo perfetto connubio a permettere che il fotografo rientri oggi tra i grandi, sebbene un restio Henri Cartier-Bresson non abbia mai apprezzato le opere dell’autore qui trattato poichè ritenuto dal maestro un po’ troppo eccentrico, addirittura proveniente da un pianeta diverso rispetto a quello della fotografia. Per molto tempo e in modo quasi ossessivo l’autore ha fotografato del cibo: migliaia di pietanze, fast food, english breakfast, bibite colorate gasate, dolciumi di vario genere. Con queste fotografie il risultato estetico raggiunge dei livelli importanti. Il cibo perde il suo significato primarioe si autoestetizza staccandosi quasi dalla realtà, diventando un oggetto ready-made dai colori vivaci, spaccando la pellicola e raccontando la realtà dal quale proviene.

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La scelta di ritrarre i piatti tipici dell’alimentazione pop britannica è in linea con tutta la poetica del fotografo. Infatti i piatti sembrerebbero rappresentare una metafora della condizione facilmente opulenta, ricca di conservanti e plasticosa della media borghesia. Tutto è esaltato da un vero e proprio gusto del kitsch il quale non viene visto da Parr stesso come una debolezza, ma come il punto esatto della sua poetica.

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La rappresentazione immaginifica del teatro delle vacanze è un altro tema portante della riflessione di Martin Parr. La migrazione della piccola borghesia, il realismo sotto i fari al led che enfatizzano la realtà contrastata e di dubbio gusto alla quale ci avviciniamo, sono dei topos che Parr non è disposto a perdere e che, al contrario, con il susseguirsi degli anni ha provato a sviluppare a partire da Home Sweet Home del 1974 passando per Think of England del 2000 e giungendo a Real Food nel 2016. Questi lavori hanno portato Parr a espandere il suo terreno dall’Inghilterra all’Europa e agli Stati Uniti, lavorando così su campioni diversi della stessa patologia: il consumo. Tutti i lavori di Parr quindi rappresentano attraverso una estetizzazione del quotidiano unita a una consapevole forzatura tecnica dell’immagine una critica feroce al mondo del consumismo contemporaneo, alla società di massa del boom economico e alla sua decadenza, all’involucro di plastica dei valori borghesi e alla vacuità dei preconcetti del perbenismo e della mondanità popolare.

GB. England. New Brighton. From 'The Last Resort'. 1983-85.

Consideriamo quindi il lavoro del fotografo britannico un grande contributo all’analisi della quotidianità, alla critica consapevole esteriorizzata e freddamente ironica delle contraddizioni del capitalismo avanzato. Martin Parr rappresenta un punto di partenza per una lucida e oculata auscultazione delle problematiche sociali più scottanti attraverso un bagaglio di immagini che rasentano la poesia e sprazzi di rara bellezza. Ogni fotografo dovrebbe avvicinarsi all’autore con apertura mentale, comprendendo la lontananza che intercorre fra Parr e i grandi fotografi più classici, ritrattisti di fama mondiale o fotografi della moda e del design. Parr è l’occhio sul kitsch dei nostri tempi e ci lascia una lezione importante.

Ottavio Fulci