Tag: Photography

Imago Absentia

Come ombre bianche rifulgono le storie, l’essere che si nasconde dietro le trame chimiche della pellicola impressionata dalla luce. L’archivio

Imago Xensura

Guido Piovene diceva che Napoli “è la città più civile d’Italia”, perché ogni manifestazione del carattere popolare dei vicoli napoletani

What is Europe to you?

In questo progetto fotografico, l’autrice Lisa Borgiani pone come quesito di partenza per la propria ricerca un interrogativo, una domanda

Uno sguardo nel kitsch di Martin Parr

Martin Parr è un fotografo britannico classe 1952. I primi approcci fotografici constano di opere in bianco e nero. Ma è dai lavori dei primi anni 80 che comincia a sviluppare la propria poetica innestata su una esaltazione delle contraddizioni dei soggetti fotografici sulla base di una oculata scelta di tali soggetti e di colori vividi iper-saturati. E’ proprio questo perfetto connubio a permettere che il fotografo rientri oggi tra i grandi, sebbene un restio Henri Cartier-Bresson non abbia mai apprezzato le opere dell’autore qui trattato poichè ritenuto dal maestro un po’ troppo eccentrico, addirittura proveniente da un pianeta diverso rispetto a quello della fotografia. Per molto tempo e in modo quasi ossessivo l’autore ha fotografato del cibo: migliaia di pietanze, fast food, english breakfast, bibite colorate gasate, dolciumi di vario genere. Con queste fotografie il risultato estetico raggiunge dei livelli importanti. Il cibo perde il suo significato primarioe si autoestetizza staccandosi quasi dalla realtà, diventando un oggetto ready-made dai colori vivaci, spaccando la pellicola e raccontando la realtà dal quale proviene.

befunky-collage

La scelta di ritrarre i piatti tipici dell’alimentazione pop britannica è in linea con tutta la poetica del fotografo. Infatti i piatti sembrerebbero rappresentare una metafora della condizione facilmente opulenta, ricca di conservanti e plasticosa della media borghesia. Tutto è esaltato da un vero e proprio gusto del kitsch il quale non viene visto da Parr stesso come una debolezza, ma come il punto esatto della sua poetica.